27 novembre
Ultra moderne solitude
Alcune considerazioni sulla bestia chiamata Depressione.
- Per prima cosa penso sia una delle "malattie" più egoiste che esistono. Prendi me e letti questo elenco di fatti, il concetto diventerà limpido come una fonte di alta montagna. Sono madre e questo non mi ha impedito di tentare il suicidio. Sono amata da una Persona meravigliosa e questo non m'impedisce di pensare alla mia morte più rapida possibile, sapendo perfettamente quanto male le farei. Sono circondata da amici che sembrano apprezzarmi e ciò non cambia nulla, non una delle loro parole è mai stata efficace e considerata importante da me per sentirmi meglio. Ho sempre avuto un bisogno viscerale di rendere migliore il mio piccolo mondo, intendo quello al quale sono in diretto contatto, cosi come quello più esteso e lontano, ma neppure questo mi da sufficente motivazione per sentirmi altrimenti e muovermi in quella direzione. La depressione è egoista per natura e niente riesce a cambiare questa realtà. All'inizio dell'anno ho fatto un "fioretto", una promessa a me stessa: ogni volta che questa frase meccanica e maledetta "Voglio morire" mi sarebbe affiorata nella mente, l'avrei immediatamente trasformata in un'altra che mi assomiglia senz'altro molto di più e che mi avrebbe resa senza dubbio più felice: "Voglio creare e dare". Non è stato un gran successo, creare è comunicare, comunicare è vivere e quest'anno tutto ciò è rimasto una mera meta incompiuta.
- La depressione è una delle malattie più solitarie che esistano. Quando ti scendono lacrime senza che neanche tu sappia perché, gli altri non capiscono perché tu non riesci a spiegare nulla e loro si sentono esclusi, dunque si allontanano dopo qualche pacca sulla spalla, alcuni vanno sino al calcio in culo, ma poi mollano perché l'essere umano sopporta male sia di non capire sia di sentirsi impotente. E' solitaria anche perché è invisibile, non da né brufoli, né fratture, né macchie strane, non si vede dunque potrebbe anche non esistere. Io stessa stento a credere che esista quando penso che in certi paesi che ho visitato, in Africa, in Asia, di sicuro le sale d'attesa degli psicologi e psichiatri non sono di certo affollate. La depressione, se esiste, è una "malattia" occidentale, fatta per gli abitanti degli stati più industrializzati, dove è raro dover pensare al gorgoglio della pancia affamata, che non lascia al pensiero spazi per altre seghe mentali. E' solitaria perché solo tu stesso puoi davvero trovare il capo del filo da tirare per sciogliere il nodo. E' solitaria perché nessuno può davvero darti la scintilla che ti dia la voglia di trovare il capo del filo.
- La depressione è una invenzione del cervello, forse per proteggersi, per evitare il corto circuito. Quando pensi di non farcela proprio più, un qualcosa ti spinge ancora un pò più in là, ma nel frattempo di tempo ne hai persa una quantità irrecuperabile, sopratutto nel tentare di sopportare ed affrontare problemi quotidiani che di solito non sono altro che normali ostacoli da sormontare, mentre per te che vivi questo stato orrendo, sembrano montagne invalicabili o peggio ancora, dolori che non hai nessuna voglia di affrontare.
- Io soffro sopratutto del fatto di non essere sola a vivere queste cose, sopporto malissimo l'idea, anzi la realtà, di coinvolgere in questo vortice quelli che Amo. Vorrei un eremo, un ricovero, una giornata diversa, giusto una ogni tanto, che mi riposi un pò e mi ridia un attimo fuggente di speranza. L'unica mia illusione di uscirne è la mia ricerca di aiuto, cosa che non sono mai stata capace di chiedere, questa volta lo sto facendo, forse è questa la lucina in fondo al tunnel.
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